PER STUDENTI E SOCI:

ATTIVITÀ RICREATIVE
ESCURSIONI
VISITE GUIDATE
in ambito cittadino e regionale.
Visite guidate e accompagnamento a mostre, musei, luoghi di interesse storico e artistico (http://www.museibologna.it/)

 

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 Itinerari di degustazione e conoscenza dei prodotti tipici enogastronomici.
 
L’Emilia Romagna è la regione italiana con il maggior numero di prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta), ben 35 in totale.

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Botteghe di tradizione e pregio
nel Quadrilatero di Bologna

Percorsi guidati e degustazioni a cura di Lorella Grossi e Simonetta Raimondi, autrici della guida
“Botteghe di Tradizione e Pregio – Il Quadrilatero di Bologna”

Il “QUADRILATERO” è un’area d’antica tradizione artigianale, mercantile e commerciale, che ha avuto il massimo sviluppo nel Medioevo ed ha mantenuto invariata nel tempo la sua vocazione. Avevano qui sede le principali corporazioni di mestiere della città: l’Arte degli Orefici, dei Beccai, dei Pescatori, dei Salaroli, dei Pellicciai, dei Barbieri e la Società dei Pittori. Nel cuore del Quadrilatero si trasferirono agli inizi del Novecento anche gran parte di quelle attività di vendita che, nel Medioevo, avevano posto nell’allora stretta via chiamata Mercato di Mezzo, poi divenuta, dopo la ricostruzione, via Rizzoli. Oggi con il “Quadrilatero” s’identifica una zona circoscritta del centro storico e monumentale di Bologna, delimitata da piazza Maggiore, via Rizzoli, piazza della Mercanzia, via Castiglione, via Farini, piazza Galvani e via dell’Archiginnasio. In questa porzione di città ad altissima densità commerciale si trovano, in particolare, le gioiellerie, le macellerie, le salumerie, i banchi di frutta e verdura, i panifici, i negozi con la gastronomia tipica e altre attività artigianali e commerciali specializzate e di lunga tradizione.

 

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TRA-GHETTO: l’inferno di Bologna. Visita-spettacolo lungo il corso sotterraneo del torrente Aposa

Sotterranei di Bologna

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BOLOGNA CITTÀ DELLE ACQUE E DELLA SETA
I canali di Bologna

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LA BIBLIOTECA SALABORSA

La Biblioteca Salaborsa si trova all’interno dello storico Palazzo d’Accursio (sede del Comune), che si affaccia proprio nel cuore del centro storico cittadino, Piazza Maggiore.
Non è una biblioteca come le altre! Centro della vita politica della città fin dall’epoca romana, dal 1568 al 1765 fu anche sede dell’Orto Botanico di Ulisse Aldrovandi, uno dei primi d’Italia e del mondo; oggi Sala Borsa, oltre al grande patrimonio di libri film e musica, è conosciuta da tutti i bolognesi di nascita e adozione anche come luogo di incontro, per fermarsi a leggere un quotidiano o collegarsi alla rete wireless comunale.
Inoltre la Piazza Coperta ha una pavimentazione di vetro che permette di ammirare i reperti archeologici che raccontano la storia della città, dalla fondazione villanoviana del VII secolo a.C. fino alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Gli scavi sono liberamente visitabili, sempre negli orari di apertura della biblioteca.
L’accesso alla biblioteca è su Piazza del Nettuno e segue i seguenti orari:
da martedì a venerdì dalle 10 alle 20 e sabato dalle 10 alle 19.

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LE SETTE CHIESE: VISITA GUIDATA ALLA BASILICA DI SANTO STEFANO

La basilica di Santo Stefano è un complesso di edifici di culto di Bologna. Si affaccia sull’omonima piazza ed è conosciuto anche come il complesso delle “Sette Chiese”.

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VISITA AL COMPIANTO SUL CRISTO MORTO

Il Compianto sul Cristo morto è un gruppo scultoreo di sette figure in terracotta, capolavoro di Niccolò dell’Arca, conservato nella chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna.

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VISITA AL MUSEO DI PALAZZO POGGI

Il Museo di Palazzo Poggi non nasce da collezioni accumulate nel tempo. La sua specificità consiste nell’essere la ricomposizione dei laboratori e delle collezioni dell’antico Istituto delle Scienze, fondato da Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730), che proprio nelle stesse stanze di Palazzo Poggi operò dal 1711 al 1799.
L’Istituto delle Scienze fu la prima istituzione scientifica pubblica dedicata alla ricerca e alla formazione scientifica secondo i criteri metodologici dell’osservazione diretta e dell’esperimento.
Per la ricca strumentazione della quale disponeva e per l’ampio spettro delle discipline che toccava – dalla storia naturale all’archeologia, dalla chimica alla fisica, dall’astronomia all’anatomia, alle applicazioni delle matematiche e della meccanica razionale – rappresentò per gli scienziati europei una sorta di “enciclopedia per i sensi” all’avanguardia per mezzi impiegati, per metodologie seguite e per gli ambiti di ricerca coltivati. Con una peculiarità ulteriore: le sue sale, adibite a laboratori scientifici nel XVIII secolo e destinate a raccogliere anche la wunderkammer di Ferdinando Cospi (1606-1686) e la collezione di Ulisse Aldrovandi (1522-1605), rappresentavano una delle sedi più prestigiose della pittura cinquecentesca in area padana, con le pitture murali di Niccolò dell’Abate, di Pellegrino Tibaldi, Prospero Fontana, del Nosadella e di Ercole Procaccini.
A partire dalla riforma napoleonica delle accademie e delle università il ricchissimo patrimonio dell’Istituto delle Scienze andò a costituire i laboratori delle nuove Facoltà universitarie e, successivamente, a formare il nucleo storico del patrimonio dell’Accademia di Belle Arti, del Museo Civico Archeologico, dei Musei Civici d’Arte Antica.
Nell’autunno 2000 l’Università di Bologna non solo ha riaperto al pubblico le stanze del Palazzo cinquecentesco che ospitò nel Settecento l’Istituto, ma ha restituito l’edificio alle sue funzioni storiche ricollocando nelle sue stanze, a lungo adibite a uffici e depositi, i reperti e la strumentazione scientifica raccolti e utilizzati nel corso del XVIII secolo.